
1.
Castaneda
1.1
Il ritrovamento
Le
prime tracce di sepolture a Castaneda, in Val Mesolcina nel Grigioni
italiano e riferibili al Primo Periodo La Tène furono scoperte già
a cavallo del 1878. Varie esplorazioni erano già state condotte,
infatti, tra la fine del XIX secolo ed il 1929 e le campagne di
scavi avevano permesso il ritrovamento di centinaia di oggetti,
spesso andati precedentemente perduti poiché finiti in collezioni di
privati all'estero, le quali, poi, entravano spesso a fare parte
delle raccolte di Musei come quelli di Berlino o di Brawnschweig nel
Land della Bassa Sassonia in Germania, oppure in Italia, Francia e
Stati Uniti. Sono pochi i reperti che, a dispetto della quantità di
ritrovamenti originari, sono oggi custoditi nel Rätisches
Museum-Museo Retico di Coira.
Non
c'è da stupirsi di tanta dispersione se negli scavi e nelle ricerche
sulle più di cento tombe esplorate almeno sino al 1903 non fu
affiancato un reale metodo scientifico: i reperti non furono infatti
inventariati e finirono accantonati senza riferimenti precisi e senza
che nemmeno si sapesse né a quale tomba appartenessero né come
fossero disposti all’interno delle sepolture.
Un
abitante di Castaneda, nel febbraio 1928, scoprì nuove tombe e a
questo punto il Rätisches Museum-Museo Retico di Coira
organizzò la prima esplorazione sistematica della necropoli dal 1929
al 1931 con Walo
Burkart1 alla direzione dei lavori.
1.2
Dalla Cultura di Canegrate ai Leponti
All’epoca
quest’area sud-occidentale del Grigioni fu abitata dai Leponti che
abitavano anche la Val Bregaglia e la Val Calanca. In queste aree già
nella Tarda Età del Bronzo compaiono i segni della Cultura
ticinese-lombarda di Canegrate, che lasciò poi nell’Età del Ferro
spazio alla Cultura di Golasecca attestata attraverso la presenza di
ricchi reperti soprattutto di ambito tombale, con sepolture sia ad
incinerazione che ad inumazione. La necropoli di Castaneda ha offerto
il ritrovamento di fibule e pendenti, collane d’ambra, situle, vasi
in terracotta e legno ed anche contenitori in bronzo così come
quella di Cama. Anche la necropoli di Mesocco ha regalato ricchi
ritrovamenti di corredi funebri.
1.3
La necropoli
Nel
1935, durante la posa di una condotta idrica a Castaneda sopra il
campo di scavo del 1932 e ad ovest della chiesa, degli operai
scoprirono i resti di quattro sepolture intatte risalenti a più di
duemila anni fa.
Fra
i ritrovamenti particolare menzione merita un boccale a becco (di cui
parlerò più tardi) che fortunatamente non fu venduto poiché
custodiva, nella sua parte più prominente, un’iscrizione che
risulta essere la più antica testimonianza scritta del Grigioni,
evidenziando come fra le varie conquiste dell’Età del Ferro vi fu
anche la scrittura.
La
necropoli di Castaneda comprende al suo interno fino a
duecentocinquanta camere funerarie in pietra databili dal VI al III
secolo a.C. riconducibili ad esclusive sepolture ad inumazione. Le
immagini che seguono, di proprietà dell’Archäologischen
Dienst Graubünden-Servizio Archeologico del Grigioni, ci illustrano
come le sepolture siano state ritrovate sotto gran parte dell’attuale
borgo, fra i campi, le abitazioni odierne ed il cimitero e mostrano
come fra i ritrovamenti vi siano state anche tombe di bambini.
Dalla
disposizione delle sepolture e dal ritrovamento di un sasso divisorio
conficcato a 40 cm. sotto il livello del terreno, si è giunti alla
conclusione che l’area ove sorge la necropoli sia stata divisa tra
famiglie e che le stesse si occupavano della sepoltura dei propri
membri.
Le
tombe erano sempre delimitate da pietre dritte o da muretti a secco
e, delle numerose ritrovate, nessuna ha restituito resti dei defunti
che vi erano stati tumulati, ciò a causa delle peculiarità acide
del terreno. Nessuna tomba aveva un fondo lastricato che invece era
coperto di ghiaia grossa, ogni sepoltura veniva coperta sulla sommità
da lastre di pietra che, poste come coperchio, fungevano da chiusura.
Sulle tombe degli adulti, le lastre erano posizionate, in doppio o
triplo strato, mentre i bambini erano sovrastati da un solo piano
litico.
I
corpi erano sepolti senza una cassa a custodirli, si presentavano
semplicemente allungati e stesi sul dorso. In tutte le tombe
femminili ed anche in parecchie altre, la testa poggiava su una
tavola di legno su cui si creava una sorta di rivestimento a base di
muschio di cui si è trovata traccia, a riprova che i defunti
venivano adagiati con il capo su un cuscino di borraccine. I morti
sono sempre vestiti e orientati in maniera variabile, nonostante ciò
si è notato che la direzione più usuale sia NE-SO.
1.4
Il corredo funerario
Ogni
tomba ha permesso il ritrovamento di corredi funerari degni di nota.
Tra i vari ritrovamenti, qui di seguito i più frequenti:
-
Fibule. Utilizzate sia come spille di sicurezza sia come ornamenti,
erano di diversa foggia: fibule a sanguisuga, fibule Certosa, fibule
La Tène. Le prime due erano esclusivamente in bronzo, l’ultimo
tipo poteva essere anche in ferro. La posizione delle fibule nelle
tombe non è unitaria, sebbene nella maggior parte dei casi siano
state ritrovate all’altezza di collo e petto, usate per fissare
l’ultimo abbigliamento del defunto. La loro datazione è sicura e
va dal periodo anteriore il primo IV sec. a. C. sino alla metà del
III sec. a. C. , collocandosi in uno spazio temporale di massimo 200
anni. Questo corrisponde all’ultima fase della prima Età del
Ferro.
-
Orecchini. Creati in bronzo, mostrano diametri importanti sino ai 12
cm., muniti di perle d’ambra che possono essere anche doppio
coniche, più raramente le stesse perle possono anche essere in
vetro.
-
Bracciali. In bronzo, potevano essere chiusi o aperti; questi ultimi
erano forgiati a rappresentare una spirale la cui testa spesso era
modellata a forma di serpente.
-
Anelli. In bronzo come i bracciali, chiusi o aperti ed anche in
questo caso laddove erano aperti richiamavano la forma di spirale.
-
Collane. Anch’esse fatte con perle di ambra e/o vetro. Talvolta
anche con anellini di bronzo che si alternavano alle perle di cui
sopra.
-
Cinture. In bronzo ed in ferro, spesso rinvenute con annesse fibre di
tessuto dei vestiti dei defunti.
-
Armi. Un solo ritrovamento: una spada in ferro, rinvenuta durante gli
scavi del 1899 e custodita al Museo Retico di Coira. Le tombe
maschili, anche di bambini ed adolescenti, includono sempre un
coltello, da non considerarsi arma bensì oggetto di uso domestico.
1.5
Testimonianze di usi rituali
Accanto
agli oggetti personali di cui abbiamo dato descrizione, i corredi
funerari includevano anche altri elementi che richiamano a forme di
culto pagano, appartenenti a queste popolazioni e anche altri di gran
lunga più antichi.
I
defunti non erano accompagnati solo da oggetti che potevano aver
utilizzato in vita, ma anche da offerte poste su un asse disposto
perpendicolarmente rispetto al corpo, in generale all’altezza dei
piedi. Tale asse sorreggeva vasi in bronzo e terracotta che avevano
lo scopo, con il loro contenuto, di accompagnare il defunto
nell’oltretomba. Fra le chiare offerte rituali nei vasi di bronzo
ritroviamo miglio e nocciole, mentre i vasi in terracotta,
contenevano probabilmente liquidi a noi non pervenuti. Un boccale,
inoltre, conteneva una crosta nera di provenienza organica che però
non è attribuibile ad alimento alcuno. In un'altra tomba,
all’interno di una tazza di legno era contenuta una sostanza blu
non riconducibile ad una bevanda ma bensì a del lapis, con la stessa
polvere blu sparsa tutt’intorno il cadavere. Il lapis arrivava da
Andeer, attraverso il San Bernardino, che a differenza del San
Gottardo era ben conosciuto dalle antiche popolazioni della zona e
non solo. Il colore blu era utilizzato come talismano contro i
cattivi spiriti: è lecito quindi pensare che cospargere la tomba ed
offrire in una tazza del lapis corrispondesse ad un viatico per
l’aldilà contro spiriti malvagi e che fosse utilizzato per
garantire al defunto una protezione anche nel percorso verso la
seconda
vita.
Dobbiamo
ancora fare menzione di alcune tombe, peraltro vicine, a quelle
precedentemente descritte, accomunate da una peculiarità: in queste
tombe, infatti, i defunti erano tutti corredati di un ciondolo in
bronzo a forma di cestino e, in una di queste, il piccolo cestino era
ricolmo di miglio, come ad emulare il contenitore bronzeo posto ai
piedi del defunto. Questa particolarità rappresenta la testimonianza
di un rito funerario rintracciabile già nell’Antico Egitto
faraonico con tracce di pani avvolti in bende, e semi di frumento
trovati fra le dita delle mummie.
Il
culto dei morti nella zona e quindi anche a Castaneda, si collega ad
una tradizione che includeva, per ogni tomba, la creazione di una
fossa profonda riempita di carbone di legna contenente pezzi di
terracotta, il tutto riconducibile ad un rito del fuoco.
1.6
Immagini delle campagne di scavo e ricostruzioni del Rätisches Museum-Museo Retico di Chur-Coira
1.
L’area contrassegnata indica quella occupata dalla necropoli
rispetto all’odierno insediamento di Castaneda
2. Gli
scavi del 1929 quando emersero le prime tombe
3. Tomba ricoperta
con una sola lastra di pietra, dalle dimensioni sembra la tomba di un
bambino
4. Parte
superiore di inumazione femminile con corredo funerario: orecchini,
collana e due fibule a fissarne le vesti
5.
Altra inumazione femminile con ben visibili orecchini, collana e
spille
6. I
reperti funerari ritrovati hanno permesso la ricostruzione grafica
dell’abbigliamento sia di donne che di uomini. La riproduzione
dell’immagine dell’uomo richiama l’abbigliamento maschile tra
il 450 ed il 250 a.C.
7. I ricchi corredi
femminili hanno invece permesso la ricostruzione di un abbigliamento
di donna compreso tra il 430 ed il 380 a.C.
1.7
L’antico villaggio
Sempre
a Castaneda si è anche scoperto l’antico villaggio coevo alla
necropoli, costituito da case in pendenza a circa centocinquanta
metri dalla chiesa. Le abitazioni, numerose, non differivano granché
da quelle del Bronzo e riprendevano un modello tipico delle
popolazioni germaniche nelle quali la calce non era ancora in uso,
ovvero generalmente di forma tonda, in legno, formate da canne poi
rivestite di argilla e ricoperte di paglia. La certezza che tali
abitazioni siano contemporanee degli occupanti della necropoli è
data dal ritrovamento di resti fittili nel materiale archeologico.
1.8
La brocca a becco (Schnabelkanne) con iscrizione in alfabeto leponzio
La
rilevante scoperta relata alla necropoli in questione è data
dall’iscrizione della brocca a becco rialzato (Tomba 53) di cui ho
accennato prima, che si presentò molto deteriorata agli archeologi eccetto che nella parte dell'iscrizione.
La sua unicità consiste nel fatto che la brocca, prodotta
originariamente nell’Italia centrale, rappresenta la prima scritta
di cui si abbia traccia nel Grigioni.
Questo
tipo di brocca, risalente al V-IV sec.
a. C., che
gli archeologi chiamano con denominazione internazionale
Schnabelkanne,
è
scritta in caratteri leponzi con ogni probabilità appartenenti all’
“Alfabeto
di Sondrio”,
che si legge da destra a sinistra, ed è incisa con punta tagliente
ad occupare tutta la larghezza del becco. Il significato della
dicitura è ancora controverso: verosimilmente, porta il nome del
creatore della brocca stessa «Gusos
ha creato [questa brocca]»
8.9.
Brocca "Schnabelkanne" di Castaneda


10.
11. L'iscrizione sul becco
12. L' incisione
disegnata distesa (da leggere da destra a sinistra)
1.9
Altri reperti di corredi funerari
1.9.1
Tomba 6, V-IV sec. a. C.
13. Reperti Tomba 6, V-IV sec. a.C.
Riferimenti numeri relativi agli oggetti dell'immagine
6.
Fibula tipo La Tène
7.
Fibule a sanguisuga
8.
Orecchini con perle d’ambra
9.
Anelli da dito e accessori di fibbie
10.
Perle d’ambra
1.9.2
Tomba 68
14. Collana in ambra
2.Mesocco-Coop/Benabbia
Nel
1969, durante gli scavi per la costruzione del supermercato Coop a
Mesocco sono state rinvenute sedici tombe sia ad inumazione che ad
incinerazione riferibili cronologicamente al VI-V sec. a.C.
Tutte
le tombe disponevano, anche in questo caso, di ricchi corredi, fra i
reperti importanti una situla ed una cista a coste.
2.1
Reperti funerari tombe varie
15.Vaso
fittile tornito e dipinto VI-V sec. a.C. (Tomba 6)
16. Cista
a coste VI-V sec. a. C. (Tomba 71)
17. Situla
VI-V sec. a.C. (Tomba 11)
Per
quanto riguarda Benabbia, ed in particolare la sua stele, si veda
l’articolo riportato nella sitografia. La frazione di Mesocco ha
permesso il ritrovamento di reperti che rivelano la presenza di un’
estesissima necropoli sull’altipiano di Gorda e che fu utilizzata
per un periodo molto vario, con riferimenti che vanno dalla Cultura
Leponzia a seguire quella romana, longobarda, carolingia e quindi
feudale.
3.
Santa Maria in Calanca
Nel
1937 e nel 1968 nel villaggio furono scoperte diverse sepolture
risalenti all'Età del Ferro e romane. Tra quelle dell'Età del Ferro
spicca la Tomba 6, una sepoltura del La Tène Medio con orecchini,
fibule, una collana di perle di ambra e vetro e ceramiche.
3.1
Reperti di corredo funerario Tomba 6
19.
Reperti di corredo funerario
Riferimenti numeri relativi agli oggetti dell'immagine
4.
Ciotola
5.
Contenitore bottiglia in argilla
6.
Perle in vetro e ambra
8.
Anello in bronzo
9.
Fibule, La Tène Medio
10.
Fibule a coda di granchio
11.
Vaso a trottola, I° sec. a. C. Ritrovamento, presumibilmente di
tomba, Santa Maria in Calanca-Casa Turconi
20. Reperto di corredo funerario
7. Orecchini con perle d’ambra
Conclusioni
I
ritrovamenti delle necropoli in oggetto forniscono uno spaccato ben
preciso sia della pratica delle inumazioni nel suo processo e nella
modalità che dei rituali legati alle sepolture del periodo La Tène
nella zona considerata. La defunta o il defunto non solo era
accompagnato da una serie di oggetti che aveva usato in vita, ma il
ritrovamento di una tazza con del lapis ci offre anche la visione di
una pratica di protezione da spiriti malvagi che potevano ostacolare
il passaggio e percorso nell’Oltretomba. I reperti constano di
contenitori vari e ciste, ornamenti personali quali collane,
orecchini, bracciali e soprattutto di numerose fibule, la cui forma
delinea momenti storici ben precisi. La brocca a becco, denominata
archeologicamente “Schnabelkanne” di Castaneda rappresenta
un unicum, in quanto è l’oggetto con iscrizione più antico del
Grigioni: la scritta è riconducibile, infatti, all’ “Alfabeto
di Sodrio”, una particolare variazione di Lepontico che si
legge da destra a sinistra. Questo tipo di brocca a becco è un tipo
di contenitore ritrovato frequentemente nei siti La Tène, sebbene
questo modello non sia esclusiva di questo periodo.
_________
*
Duval Paul-Marie-Eluère
Christiane, Les
Celtes,
Edition Gallimard 2009
Fonti locali
* Rätisches Museum-Museo Retico Chur-Coira
Sitografia
*
Cfr.
Das
Rätisches Museum-Il
Museo Retico di Chur-Coira, (Kanton Graubünden-Cantone
Grigioni, Svizzera)
https://ilblogdilujanta.blogspot.com/2023/12/il-ratisches-museum-museo-retico-di.html
*
Cfr. Reperti
e ritrovamenti, dalle Età dei Metalli ai Celto-Reti. Il piano
interrato del Rätisches Museum-Museo Retico di Chur-Coira (Kanton
Graubünden-Cantone Grigioni, Svizzera)
https://ilblogdilujanta.blogspot.com/2023/12/reperti-e-ritrovamenti-dalle-eta-dei.html
*
Historisches
Lexikon der Schweiz (HLS)-Schweizer
Geschichte
https://hls-dhs-dss.ch/de/
*Bibliotek
der Universität Zürich
https://www.ub.uzh.ch/de.html
Articoli e monografie on line
* Bassetti Aldo, La civiltà del ferro nella Svizzera Italiana con speciale riguardo a Castaneda preistorica, 1944-n.4 Quaderni grigionitaliani Ann.13
* Boldini R. Intorno alle recenti scoperte archeologiche in quel di Mesocco, 1968-n.37 Quaderni grigionitaliani
* Burkart Walo, La necropoli e l'abitato preistorico Castaneda di Calanca, 1932 Pro Grigioni Italiano-Quaderni grigionitaliani
* Burkart Walo, Die Schnabelkanne von Castaneda, (Zeitschrift: Anzeiger für schweizerische Altertumskunde : Neue Folge), 1938
* Burkart Walo, Appunti archeologici sul comune di Mesocco (Archäologisches aus der Gemeinde Misox-Bündnerisches Monatsblatt : Zeitschrift für bündnerische Geschichte, Landes-und Volkskunde), 1941-1942
* Primas Margarita, Bemerkungen zu den Siedlungsfunden von Castaneda GR, 1976-Band 59 Jahrbuch der Schweizerischen Gesellschaft für Ur-und Frühgeschichte - Annuaire de la Société Suisse de Préhistoire et d'Archéologie - Annuario della Società Svizzera di Preistoria e d'Archeologia
* Uscita di Culturaltura e Associazione archeologica ticinese 12 giugno 2021
Videografia
*
Pro Grigioni Italiano,
«Tracce del passato»—L'Età
del Bronzo e l'Età del Ferro
https://www.youtube.com/watch?v=bUnhw5nADtU&ab_channel=ProGrigioniItaliano