Mentre la tenebrosa Figura si dimenava furiosamente per toglierselo di dosso, il ragazzo recuperò dalla stalla due robuste funi, con cui legò i polsi e le caviglie dell'Entità, intrappolandola.
Ma la Strega, nel suo ultimo tentativo di ribellione, sollevò lo sguardo e lo fissò intensamente. Quello sguardo, carico di un potere oscuro, lo vinse: il giovane cadde in un sonno profondo, come se una nebbia incantata avesse avvolto la sua mente.
Quando infine si ridestò, il giovane uomo, ancora intorpidito dal sortilegio, ebbe un sussulto. Accanto a lui, sdraiata, giaceva una giovane donna, abbigliata di nero, di straordinaria bellezza. Quell’immagine inattesa portava ancora al collo il rosario, e le caviglie e i polsi erano ancora avvolti nelle funi che, solo poche ore prima, avevano imprigionato la Trude.
Note
Cristianizzazione e funzione esorcistica
Anche in questo caso, come in altri già analizzati, assistiamo a una rivisitazione in chiave cristiana della leggenda. Il rosario, uno dei simboli per eccellenza della devozione cattolica, assume il ruolo di strumento liberatorio, capace di soggiogare e neutralizzare la Trude. La stessa funzione, in altre versioni della leggenda, è attribuita al segno della croce o alla recitazione di preghiere, tutti elementi che rivelano l’influenza del cattolicesimo nel reinterpretare antiche figure mitiche.
Origine precristiana della Figura
Occorre però tenere conto di come questa Strega, nelle sue manifestazioni originarie, risalga a un tempo ben lontano dal monoteismo cristiano, radicandosi invece in una tradizione pagana. Si tratta di una figura ancestrale, nata in un mondo che non conosceva né croci né rosari cristiani, e che attribuiva al sacro e al magico caratteristiche molto diverse da quelle introdotte successivamente dal cristianesimo.
In tal senso, l’attribuzione di poteri esorcistici al rosario o alla croce appare come un’operazione di sovrapposizione culturale, un tentativo di contestualizzare antiche credenze popolari all’interno del nuovo sistema religioso.
Sopravvivenza dell'archetipo
Tuttavia, sotto la superficie del racconto, emerge ancora la forza originaria e indipendente di queste figure che, sebbene si cerchi di soggiogarle attraverso simboli cristiani volti a consolidare una nuova visione del mondo, appartengono a un universo culturale più remoto e complesso.
Immagine
* Generata con A.I.
Bibliografia
* Raffaelli Umberto, Leggende, Fiabe & Figure immaginarie delle Dolomiti, Editoriale Programma 2019
Sitografia
* Cfr. La Tròta e i Neonati (Val dei Mocheni-Bersntol, Trentino)
https://ilblogdilujanta.blogspot.com/2025/12/la-trota-e-i-neonati-val-dei-mocheni.html
* Cfr. La Trud e il Fabbro
https://ilblogdilujanta.blogspot.com/2025/12/la-trud-e-il-fabbro-val-di-fassa.html
* Cfr. La Tròta (Val di Fiemme, Trentino)
https://ilblogdilujanta.blogspot.com/2025/12/la-trota-val-di-fiemme-trentino.html
* Cfr. Malvina, la Donna che conosceva la Morte (Val di Fassa, Trentino)
https://ilblogdilujanta.blogspot.com/2025/12/malvina-la-donna-che-conosceva-la-morte.html
* Cfr. La Smara e i molti nomi della Trude: un'analisi del Tormento Notturno tra le Alpi e alcune aree orientali d'Italia.
https://ilblogdilujanta.blogspot.com/2025/12/la-smara-e-i-molti-nomi-della-trude.html
* Cfr.Frau Drude-Trude
https://ilblogdilujanta.blogspot.com/2018/12/frau-drude-trude.html
* Cfr. L'Alp
https://ilblogdilujanta.blogspot.com/2018/12/l-alp.html

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